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Tra i temi di ottimizzazione dei processi aziendali, quelli che coinvolgono la produzione sono spesso i più complessi da efficientare. Tema dell'articolo del giorno è il Takt Time, una metrica molto importante per assicurare che l’impresa abbia sempre il polso del mercato e dei clienti.

Al crescere dell’instabilità geopolitica e dei mercati, cresce la pressione delle imprese, che si ritrovano a dover assicurare la produzione e la distribuzione dei prodotti in un contesto sempre più incerto.

Il mantenimento dei livelli qualitativi di offerta e servizio però è un aspetto influenzato da numerosi fattori: difficoltà sulle catene di approvvigionamento, capacità tecnologiche e infrastrutturali, ma anche efficientamento interno dei processi.

L'efficienza dei processi operativi infatti ha conseguenze dirette sui livelli di servizio.
Prima dell’introduzione della catena di montaggio avvenuta nel 1913, gli operai della Ford impiegavano circa 12 ore a completare una vettura.

L'intuizione di Henry Ford di far arrivare i pezzi ai tecnici e non viceversa è stata mutuata dalle industrie di confezionamento alimentare: questo ha efficientato significativamente il processo, portando il tempo di produzione di un veicolo a circa 30 minuti. Più automobili prodotte significava maggiori possibilità di esaudire la domanda.

La velocità con cui un’impresa realizza un singolo componente, in particolare, è una delle metriche su cui le organizzazioni possono intervenire per efficientare la produzione: ma questo parametro offre davvero un’informazione utile all’azienda per migliorarsi?

Nelle organizzazioni contemporanee, dove l’offerta dei prodotti viene ‘tirata’ dalla domanda dei consumatori (Logica Pull) è fondamentale comprendere la velocità a cui bisogna produrre per soddisfare le richieste: questo dato prende il nome di Takt Time e nel corso dell’articolo vedremo insieme di cosa si tratta e come possono le aziende impiegare efficacemente questa informazione.

Che cosa significa ‘Takt Time’?

Con il termine Takt Time si indica il tempo di produzione di un componente: più nello specifico, misura l’intervallo che di tempo che va dall’inizio della produzione di una unità a quella successiva, a condizione che la produzione operi in una logica sequenziale.

Il Takt time permette quindi di avere un indicatore molto prezioso: permette di comprendere se il flusso di produzione può soddisfare la domanda dei clienti. Conosciuta la domanda per un determinato bene, il Takt Time viene calcolato dividendo il tempo di produzione del componente per il numero di pezzi da produrre.

In questo modo, l’impresa sa in ogni momento se un processo o una linea di produzione è performante, oppure se ha bisogno di risorse addizionali per assicurare l’on-time delivery. In questa prospettiva, il Takt Time rappresenta il ritmo della produzione per raggiungere un determinato obiettivo, offrendo un parametro accurato per misurare la velocità degli sforzi produttivi.

Per le aziende che ragionano in ottica di Pull (ovvero che la produzione viene guidata dalle richieste dei clienti) questo parametro è molto importante: conoscere il Takt time permette infatti di assicurare un flusso di lavoro continuo, identificare eventuali criticità o sprechi (Muda) e a ridurre la sovrapproduzione, con conseguente crescita dei costi di stoccaggio della merce.

Takt Time: storia del termine

Interessanti sono le origini dell’espressione: “Takt” infatti deriverebbe da Taktzeit, espressione tedesca traducibile in tempo di ciclo, che i giapponesi presero in prestito dagli ingegneri tedeschi nel 1930.

Un’altra possibile indicazione dell’origine viene rintracciata sempre in Germania: questa ha come protagonista gli stabilimenti aeronautici della Junkers, che nel 1926 impiegava un sistema di produzione denominato Taktverfahren, in cui gli aeroplani si muovevano da una stazione all’altra a intervalli fissi.

In entrambi i casi, dalle espressioni tedesche è stata ricavata la parola Takt, con un’accezione di tempo, ritmo, ciclo, a indicare l’avanzamento (scatto) di produzione da una fase all’altra.

Come si calcola il Takt Time?

Come abbiamo anticipato, calcolare il Takt Time in azienda non è difficile e può offrire numerosi vantaggi che vedremo successivamente.

La prima cosa da fare è individuare il monte ore di lavoro disponibile, il tempo cioè a disposizione dell’azienda per produrre valore per il cliente, quindi al netto di eventuali pause e fermi della produzione; bisognerebbe invece tenere conto delle interruzioni programmate, come ad esempio per gli interventi di manutenzione.

Identificato il tempo utile della produzione, è necessario disporre della domanda totale dei clienti nel lasso di tempo in oggetto: ovviamente questo dato è rappresentato da una stima, che può essere più o meno accurata e possiede comunque un certo grado di incertezza.

Ottenuti questi due parametri, sarà sufficiente dividere il tempo di lavoro per le esigenze di produzione e voilà, il risultato ottenuto rappresenta il Takt Time.

Takt Time: perché è importante per l’impresa?

Conoscere il Takt Time significa per l’impresa comprendere ogni quanto tempo un prezzo deve essere prodotto per garantire la soddisfazione della domanda attesa dei clienti: legando i bisogni del mercato ai tempi della produzione è possibile ottenere un indicatore molto utile, anche nel monitoraggio ed efficientamento dei Tempi Ciclo. Con Tempo Ciclo si indica il tempo necessario a produrre un singolo pezzo oppure il completamento di una certa lavorazione.

E’ solo ascoltando il battito del mercato e della propria produzione che è possibile intervenire per uniformarli, in modo da evitare da un lato la sovrapproduzione (spreco) e dall’altro l'efficienza operativa (e il rischio di avere una domanda di prodotti non soddisfatta).

Per chiarire ulteriormente il concetto: se l’impresa lavora con un Takt Time inferiore al tempo ciclo, produce più beni di quelli che sono previsti per soddisfare la domanda, ottenendo come unico risultato la sovrapproduzione (e l’innalzamento dei costi di magazzino). Questo non significa che la produzione dovrebbe rallentare, ma che i tempi delle lavorazioni andrebbero uniformati per evitare sprechi.

In quei casi in cui il tempo ciclo risulti maggiore del Takt Time, il focus si sposta sull’ottimizzazione dei processi: in questo caso l’azienda sta producendo meno beni di quelli prevede venderà nel lasso di tempo stabilito, con conseguente perdita di profitto.

Conclusioni

Il Takt Time offre alle imprese una prospettiva molto interessante per orientare gli sforzi produttivi ed efficientare quelli già in atto, indicando ogni quanto tempo un pezzo deve essere prodotto per soddisfare la domanda attesa.

E’ molto importante, ai fini dell’efficientamento costante dei processi, tenere monitorato questo e altri parametri: in particolare, il Takt Time è strettamente correlato al tempo ciclo e al Lead Time.

Un tempo ciclo più alto del Takt Time impedisce all’impresa di soddisfare la domanda attesa dal mercato, imponendo all’impresa di migliorare la propria capacità produttiva: adottando nuovi macchinari più efficienti, riducendo i tempi di setup, migliorando la preparazione del personale o assicurando un’organizzazione più efficace. Uniformando la produzione alle richieste del mercato tutta l’organizzazione ne beneficia, riducendo gli sprechi e di conseguenza il Lead Time dei clienti./p


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