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Oggi i mercati e le imprese sono sempre più data driven: per questo motivo, i dati e la loro gestione sono al centro delle considerazioni delle imprese. In parallelo, crescono le preoccupazioni anche sulla protezione dei dati: all’aumentare della delocalizzazione di funzioni vitali per l’azienda, come ad esempio lo storage dei dati o l’esecuzione dei processi, aumentano i rischi connessi alla gestione dell’imprevisto.

In un contesto in cui le aziende fanno sempre più ricorso a servizi nella forma di Software As A Service (o SaaS) per mantenere la competitività e ridurre i costi, non sono rare le organizzazioni che fanno affidamento su singoli fornitori o datacenter per l’hosting degli applicativi necessari all’operatività quotidiana.

Ma cosa succede se il datacenter in cui hostiamo i dati aziendali dovesse prendere fuoco?

Il 10 marzo 2021 uno dei datacenter OVH è andato in fumo, mettendo a repentaglio l’attività di tutte le imprese che avevano i dati salvati sui server, ormai irrecuperabili.

Il datacenter in oggetto non era solo uno dei più grandi in Europa, ma anche uno dei più utilizzati dalle imprese che operano nell’eurozona.

L’incidente ha messo in luce l’importanza di disporre di sistemi che potessero garantire l’operatività, anche di fronte all’imprevisto e agli eventi accidentali: in questi casi un semplice backup tradizionale potrebbe non essere sufficiente.

Quali sono le cause che possono determinare un fermo macchina?

I motivi per cui può verificarsi un fermo macchina non sono solo interni, come potrebbe esserlo un guasto ai sistemi, ma possono anche provenire dall’esterno: proprio per questo motivo sono da considerarsi potenzialmente più pericolosi in quanto imprevedibili e dagli effetti più seri.

Tra le cause più diffuse di fermo macchina rientrano:

  • eventi atmosferici ed ambientali come allagamenti, incendi, terremoti;
  • guasti alla rete elettrica o anomalie ai sistemi informatici;
  • eventi accidentali, come l’errore umano;
  • attacchi hacker, malware e sabotaggio industriale.

Quanto può costare all’azienda un fermo macchina?

Per comprendere quanto può costare ad un’azienda un fermo temporaneo delle macchine è necessario chiedersi prima quanto l’azienda può permettersi di restare senza dati o senza un applicativo particolare.

E’ raro oggi trovare aziende che possano permettersi di rimanere ferme per giorni: i mercati globalizzati sono veloci e ipercompetitivi, l’eventualità di un fermo di qualche giorno potrebbe avere un costo importante sul business.

Molto più spesso invece è il caso di aziende che devono essere in grado di far ripartire l’operatività in minuti se non addirittura in secondi, come nel caso delle banche.

In questi casi i sistemi tradizionali di backup e di disaster recovery non sono sufficienti a ridurre l’impatto del fermo sull’operatività aziendale.

Non è semplice effettuare un calcolo economico preciso di quanto può costare un fermo macchina in un’azienda, principalmente a causa della quantità di variabili di cui tenere conto.

Possiamo però indicare quali sono le conseguenze più critiche che possono concorrere a determinare il costo di un fermo macchina.

Indipendentemente dal settore in cui si opera e dalla dimensione dell’azienda, gli effetti di un fermo macchina comuni a tutte le imprese sono:

  • blocco della produzione;
  • ritardi e mancate consegne;
  • perdita di fiducia dei clienti;
  • perdita di immagine del brand;
  • stress del personale.

Nel caso in cui l’azienda sia stata bersaglio di un attacco informatico, vanno poi considerati i costi per i risarcimenti ed eventuali sanzioni amministrative legate agli aspetti di gestione dei dati sensibili.

A fornire qualche cifra viene in nostro aiuto il report ‘Cost of Data Breach’, realizzato da Ponemon Institute e IBM Security: nell’ultima edizione del report è stato stimato un costo medio di 4,24 milioni di dollari per incidente, con un costo medio stimato di 161 dollari per record violato.

Se questi numeri vi sembrano esagerati, vi invitiamo a chiedervi: quanto la mia impresa può permettersi di stare ferma? Quanto potrebbe costare alla mia organizzazione un fermo aziendale di un ora? E di un giorno?

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Come funziona un sistema di Business Continuity in HA?

Un sistema di Business Continuity in Alta Disponibilità ha come obiettivo quello di garantire la continuità operativa dell’azienda nel caso dovesse verificarsi un evento che potrebbe in qualche modo compromettere la disponibilità dei dati e delle applicazioni.

Un Sistema di Business Continuity in HA elimina il downtime di un eventuale fermo delle macchine attraverso la replica del sistema su altri server (sia fisici che virtuali) e la gestione dei flussi di informazione attraverso il bilanciamento del carico di lavoro (o load balancing).

Il bilanciamento del carico di lavoro distribuisce automaticamente il ‘carico’ (i pacchetti di informazioni) alle risorse del sistema: attraverso una serie di algoritmi decide quale macchina risulti più efficiente nella gestione della richiesta e le assegna il carico. Allo stesso sistema possono lavorare più di un load balancers, per garantire che nessuna macchina venga saturata dai flussi informativi.

Facciamo qualche esempio: supponiamo che uno dei server fisici che fanno parte del Data Center vada improvvisamente in crash a seguito di un guasto. Il sistema di Business Continuity dirotta il traffico dal server guasto a un altro, che viene definito di ridondanza. Questo avviene in poche frazioni di secondo, praticamente in tempo reale.

I tecnici potranno quindi intervenire sul guasto e ripristinare il server in avaria, azzerando il downtime dell’operatività aziendale, che altrimenti sarebbe potuto costare da ore a giorni di attività in base alla gravità del guasto.

Un’altro sarebbe il caso in cui entrambi i server, sia quello principale che quello di ridondanza, vadano in crash, magari a causa di un incendio dell’intero data center. I sistemi di Business Continuity più affidabili sono concepiti in modo da disporre di più server dislocati in aree geografiche diverse, in modo da ridurre la possibilità che si verifichi un evento che metta fuori uso entrambe le macchine.

In questo caso il sistema consente la ripartenza dei servizi lasciati in standby, spostando il carico verso un server funzionante e riducendo il downtime a pochi minuti.

Conclusioni

Oggi l’alta competizione e l’incertezza che caratterizzano i mercati globali espone le imprese meno strutturate al rischio del fermo delle macchine. Il fenomeno degli attacchi cibernetici è inoltre in rapida ascesa. Reattività e affidabilità sono sempre più importanti per competere e non ci si può far trovare impreparati.

Prevenire è meglio che curare: per quanto banale, è oggi particolarmente importante avere un piano e degli strumenti atti a tutelare l’operatività in caso di imprevisto.

Investire in una soluzione di Business Continuity in Alta Affidabilità offre alle imprese di integrare in azienda meccanismi che ne garantiscano la resilienza, permettendo di affrontare le emergenze senza mettere in pericolo il patrimonio di dati dell’impresa.

Oggi queste soluzioni hanno raggiunto un buon grado di maturità sul mercato, offrendo alle imprese un buon livello di protezione nei confronti di eventi imprevisti. In SAEP offriamo una soluzione di Business Continuity in Alta Affidabilità che permette la replica in tempo reale di dati e operazioni, inoltre è completamente configurabile sulle esigenze aziendali. Se vuoi saperne di più, non esitare a contattarci.


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