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Terminato il ciclo di iniziative denominato 'SAEP School x Magistri Cumacini', abbiamo colto l'occasione per intervistare Laura Rusconi, responsabile del progetto e Project Manager ICT, per farci raccontare i retroscena del progetto e come è stato accolto da studenti e corpo docente.

In SAEP conosciamo in prima persona le difficoltà che intercorrono tra il mondo della scuola e quello del lavoro.
Se da una parte ci sono molti giovani che faticano a trovare un'occupazione e sentono il mondo del lavoro come ostile e distante, dall'altra abbiamo le imprese che non trovano profili adeguatamente preparati a svolgere i ruoli necessari.

Per questo motivo, il gruppo SAEP ha deciso nel 2020 di fare la sua parte inaugurando il progetto pilota ‘SAEP School’, il cui obiettivo è quello di avvicinare questi mondi ritenuti così distanti tra loro, in modo da agevolare il passaggio e assicurare che gli studenti siano preparati a ciò che li aspetta.

Dato il successo riscontrato per la prima tappa del progetto ‘SAEP School x Magistri Cumacini’ (di cui vi invitiamo a leggerne di più qui), abbiamo pensato fosse un’occasione interessante per intervistare Laura Rusconi, Project Manager ICT responsabile del progetto SAEP School, per raccontarci qualcosa in più sulle iniziative SAEP per il sociale e cosa rappresentano per noi.

Non ci resta quindi che lasciarvi all'intervista, buona lettura!

Buongiorno Laura. Raccontaci un po’ chi sei, di cosa ti occupi in SAEP e di cosa ci parlerai oggi.

Buongiorno a tutti i lettori del Blog e grazie per questa occasione. Sono Laura Rusconi e in SAEP mi occupo di Project Management e HR. Parallelamente alle attività di recruiting, nell’ultimo anno mi sono avvicinata al mondo del sociale e, insieme alla Direzione SAEP, abbiamo deciso di realizzare un progetto che potesse racchiudere al suo interno tutte le iniziative che portiamo avanti con il mondo della formazione: SAEP School.

Ciò di cui vorrei parlarvi oggi è l’ultimo progetto che abbiamo realizzato all’interno di SAEP School, forse quello che più mi ha coinvolto e arricchito, SAEP School Enterprise.

Prima di entrare nello specifico, da dove nasce l’idea di SAEP School e perché SAEP ha deciso di realizzare questo progetto?

L’idea di SAEP School nasce a seguito di alcuni incontri con enti di formazione locali: in queste riunioni venivano spesso evidenziate le criticità che allontanano il mondo della scuola con il mercato del lavoro.
L'obiettivo del progetto ci fu chiaro fin da subito, cioè quello di favorire l'incontro tra domanda e offerta di competenze, mettendo in comunicazione e migliorando l’interdipendenza tra il sistema scolastico e le realtà imprenditoriali del territorio.

Da questo progetto si sono poi sviluppati due filoni principali: la partnership con la scuola SIAM di Milano (Società d'Incoraggiamento Arti e Mestieri), dove i nostri tecnici senior svolgono lezioni di programmazione e la collaborazione con l’I.T.I.S. Magistri Cumacini di Como, che ha come scopo il coinvolgimento degli studenti in un progetto di formazione che li avvicini al mondo del lavoro in una forma meno teorica e più pratica.

Veniamo al progetto SAEP School Enterprise: come lo avete strutturato? Quali sono state le sfide principali e le note positive dell’iniziativa?

L’iniziativa più riuscita del progetto SAEP School finora è sicuramente il workshop “Enterprise”: lo abbiamo strutturato come un contest tra le classi quinte della scuola superiore Magistri Cumacini, con lo scopo di offrire una formazione interattiva che si distaccasse dalle classiche lezioni frontali. Nel corso di nove mesi, alternando lezioni di carattere teorico ad attività pratiche, i giovani studenti hanno avuto modo di creare da zero la loro realtà aziendale, stabilendone i processi e realizzando un elaborato informatico da presentare alle altre classi.

Rispetto alle classiche settimane di alternanza scuola-lavoro, abbiamo deciso di lasciare ai ragazzi una maggior libertà, nonché responsabilità, nella gestione e organizzazione del lavoro. Proprio come in un’azienda, hanno dovuto collaborare tra loro per portare avanti il progetto e presentare a noi tutor e gli altri compagni lo stato di avanzamento del loro lavoro. Il compito non era semplice e siamo rimasti piacevolmente colpiti da ciò che sono riusciti a produrre: molte delle proposte erano soluzioni concrete che potrebbero venire impiegate in una realtà aziendale come portali e-commerce, applicativi informatici, siti Web e pagine social di promozione.

Tra le note positive della riuscita del progetto c'è sicuramente l’essere riusciti ad abbattere quella distanza che si crea tra professore e alunno nelle tradizionali lezioni frontali. Inoltre, grazie all’allentamento delle restrizioni dovute alla pandemia, siamo riusciti finalmente a vederci dal vivo, prima con la consegna dei gadget presso la scuola e poi anche sfruttando l'occasione di un aperitivo per stare insieme e scambiarsi opinioni sull’iniziativa. 

Le maggiori difficoltà le abbiamo riscontrate a causa della pandemia: inizialmente si sarebbe dovuto svolgere tutto in presenza, ma la situazione ci ha costretto a rivedere le modalità di attuazione del progetto. Gli incontri si sono svolti tutti online e questo ha impedito a noi tutor di riuscire a seguire ogni singolo studente come avremmo voluto.

A proposito di riscontri ricevuti dagli studenti, quali sono state le loro impressioni? Come si sono trovati con questa nuova sfida?

Per i ragazzi è stato un anno difficile e particolare, non avendo potuto vivere le classiche situazioni di classe dell’ultimo anno di scuola. In quest’ottica il progetto ha rappresentato un momento di condivisione e lavoro di gruppo, in un periodo in cui di condivisione e vicinanza si è vissuto poco. 

Oltre a questi aspetti più umani e personali, gli studenti ci hanno riferito di aver trovato utile e interessante l'iniziativa: da un lato, per le modalità con cui si è sviluppato il percorso, dall'altro perché ha permesso loro di comprendere meglio come il funziona il mondo del lavoro, di come operano le aziende e cosa si aspettano dai neodiplomati. 

Nel corso degli incontri avevamo più volte sottoposto ai ragazzi dei sondaggi sull'andamento del progetto, ma è stato durante uno degli incontri dal vivo che siamo riusciti effettivamente a capire quanto e cosa abbia rappresentato SAEP School per loro e devo ammettere che ci siamo quasi emozionati nell’ascoltarli raccontare il loro punto di vista.

Obiettivo di Enterprise era semplificare il passaggio tra la realtà scolastica e il mondo del lavoro: hanno potuto mettere in pratica le loro competenze tecniche, hanno sperimentato cosa significhi condurre un progetto, hanno potuto scoprire nuovi linguaggi e strumenti e hanno alleggerito un po’ il peso della quarantena e dello stare isolati in un anno così particolare.

Prima di salutarci, un’ultima curiosità: puoi darci qualche anticipazione sui prossimi appuntamenti e iniziative a cui SAEP sta lavorando?

SAEP School Enterprise ha raccolto molti consensi non solo tra le parti chiamate in causa, ma anche da realtà esterne che hanno voluto credere nel progetto dandoci il loro sostegno; abbiamo ottenuto il Patrocinio della Camera di Commercio Como-Lecco e siamo stati selezionati dalla campagna Call For Future, l’iniziativa di Fondazione Sodalitas che punta a far conoscere ai giovani il ruolo strategico delle imprese nello sviluppo sostenibile della società. 

Per questi motivi, non abbiamo intenzione di fermarci qui e, pur nel nostro piccolo, vogliamo ancora dare il nostro contributo per il sociale, perché crediamo fermamente che rappresenti una spinta fondamentale per l’innovazione del Paese.

Nei prossimi anni puntiamo a riproporre SAEP School Enterprise in Magistri Cumacini (questa volta sperando di compiere l’intero percorso in presenza), ma vorremmo anche portarlo in altre scuole superiori del territorio per dare la possibilità di avvicinarsi e favorire l’ingresso nel mercato del lavoro ad un numero crescente di studenti di altri corsi di studi affini alla realtà aziendale SAEP.

La nostra speranza per il futuro è quella di riuscire a introdurre il progetto anche nelle scuole medie, ovviamente adattandolo alle esigenze del contesto, con l’obiettivo di anticipare ulteriormente la preparazione degli studenti. Sarebbe poi un mio sogno personale quello di poter realizzare un'iniziativa ad hoc per ridurre il gender gap nei settori STEM, in modo da far approcciare sempre più ragazze alle materie scientifico-informatiche, perché nel nostro settore (e non solo) c’è sempre bisogno di donne in gamba e pronte ad affrontare le sfide della tecnologia. 

A nome mio e di tutto il team che ha lavorato a SAEP School Enterprise, voglio ringraziare e fare i complimenti a tutti i ragazzi per l’impegno profuso lungo il corso del progetto e per i risultati che hanno raggiunto: grazie di cuore a nome di tutto il gruppo SAEP.


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