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Uno degli aspetti fondamentali della contabilità è la redazione del bilancio, il documento che accerta la situazione finanziaria e patrimoniale di un’azienda. Focus dell’articolo di oggi sarà identificare quali sono le differenze principali tra due versioni di bilancio: gestionale e civilistico.

Giunti alla fine dell’anno, è tempo di chiusure contabili: ma cosa si intende con ‘chiusure di fine anno’? Questo termine indica la predisposizione di tutte le operazioni che hanno come obiettivo quello di portare alla redazione del bilancio d’esercizio.

Il bilancio civilistico, o bilancio d’esercizio, disciplinato dall’art.2423 del Codice civile, è l’insieme dei documenti contabili che l’impresa redige per verificare la propria situazione finanziaria e patrimoniale alla fine del periodo amministrativo di riferimento.

Le attività di raccolta e controllo dei dati vengono coordinate dall’amministrazione con il supporto del controllo di gestione che, a sua volta, collabora con altri reparti e figure all’interno dell’azienda. La parte burocratica di redazione della reportistica, invece, può essere svolta sia internamente all’azienda sia delegata esternamente al proprio commercialista.

Un bilancio d’esercizio si compone di cinque documenti fondamentali, Stato Patrimoniale, Conto Economico, Rendiconto Finanziario, Nota Integrativa e Relazione sulla Gestione. Essi devono tenere conto di sette principi contabili: continuità, prudenza, competenza, costanza, separazione, veridicità, integrità.

Con l’articolo di oggi cercheremo di spiegare invece cos’è un bilancio gestionale, come si differenzia dal bilancio civilistico e perché si tratta di una pratica di fondamentale importanza per le aziende.

Bilancio civilistico: funzioni e aspetti principali

Bilancio civilistico è un sinonimo di ‘bilancio d’esercizio’: in gergo aziendale si è soliti utilizzare questa denominazione quando ci si vuole riferire agli schemi di bilancio disciplinati dal Codice civile.

La redazione del bilancio civilistico è un processo che inizia prima della fine dell’anno e si protrae per qualche mese: alla fase di controllo dei dati, segue quella di stesura dei documenti e infine, per le aziende soggette a revisione, il tutto deve passare al vaglio del revisore dei conti così da avere una garanzia dei dati forniti certificata da un ente terzo.

Trattandosi di un obbligo di legge, l’importante in fase di stesura del bilancio è che ci sia correttezza nei numeri: l’aspetto che conta di più, quindi, non è tanto la tempestività ma la precisione delle informazioni raccolte.

Il bilancio civilistico viene redatto per prendere atto di cosa è successo in azienda: giunti alla conclusione dell’anno fiscale, diventa necessario ricavare un consuntivo dei conti dell’esercizio per valutare la situazione generale, senza però avere la possibilità di intervenire per apportare eventuali correzioni all’andamento.

Alla base ci sono concetti di Contabilità Generale: le informazioni che questa pratica produce hanno un uso limitato e offrono esclusivamente indicazioni economico-finanziarie generali senza riferire quale area specifica stia generando tali risultati.

Bilancio gestionale: perché è importante per la gestione d’impresa?

Il bilancio di chiusura esercizio è lo strumento che permette di rispettare gli obblighi legislativo-fiscali e dare informazioni sullo stato di salute dell’azienda nella sua totalità. Allo stesso tempo, però, risulta insufficiente quando si ha la necessità di operare su determinate aree del business.

Per monitorare ogni attività e assicurare una gestione d’impresa consapevole, lo strumento più efficace è il bilancio gestionale: questa pratica ha come fine la gestione di periodi interni (ad esempio mesi o trimestri) all’esercizio contabile e quindi più brevi rispetto a quelli imposti dalla legge.

Queste chiusure gestionali permettono di verificare periodicamente lo stato di salute e intervenire in caso di necessità: il primo obiettivo è, infatti, mostrare ciò che sta succedendo a livello finanziario per dare alle aziende la possibilità di agire in corso d’opera al fine di riportare la situazione sul giusto binario.

Il processo di redazione dei report periodici è affidato al controllo di gestione che si avvale di diversi strumenti contabili, uno su tutti la Contabilità Analitica. Infatti, rispetto alla versione civilistica nel quale il dato più importante è la valorizzazione di costi e ricavi, per il bilancio gestionale è necessario sapere anche da dove arrivano questi dati tramite il piano dei centri di costo e profitto.

Una variabile da considerare è il fattore tempo: in termini di chiusura gestionale l’obiettivo principale è avere i numeri il prima possibile, così da avere una fotografia immediata della situazione per poter reagire alle criticità e apportare eventuali correzioni all’andamento.

In quest’ottica, si capisce come sia più rilevante la tempestività dei dati piuttosto che la loro precisione (ovviamente all’interno di una certa tolleranza). Data la ristrettezza dei tempi, alcune informazioni potrebbero non essere disponibili: in questi casi si procede con delle stime che devono comunque essere verosimili.

Un altro elemento utile a capire quanto il bilancio gestionale rechi vantaggio alle aziende è l’evoluzione dei mercati: se in passato la situazione restava stabile per lunghi periodi, al giorno d’oggi i mutamenti avvengono quasi quotidianamente e diventa necessario un monitoraggio costante per poter adottare la politica migliore per la propria impresa.

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In conclusione

Quali sono quindi le differenze principali tra Bilancio Civilistico e Bilancio Gestionale?

Come abbiamo visto, si configurano entrambi come strumenti guida per la gestione d’impresa, ma ricoprono ruoli e funzioni diverse:

  • il bilancio civilistico rappresenta il prendere atto di cosa è successo nell’esercizio di riferimento, senza avere la possibilità di aggiustare il risultato;
  • il bilancio gestionale serve per monitorare periodicamente quello che sta succedendo, avendo ancora il tempo di intervenire per riportare la situazione in carreggiata.

Un ulteriore distinzione riguarda la natura delle due versioni:

  • il bilancio civilistico ha natura obbligatoria, chi lo redige deve seguire schemi precisi dettati dal Codice civile;
  • il bilancio gestionale ha natura facoltativa, è a discrezione dell’azienda e non è regolamentato da alcuna normativa.

Un altro elemento distintivo è la variabile tempo: nel caso del bilancio civilistico non è importante la rapidità ma la precisione dei dati, al contrario per il bilancio gestionale conta avere subito le informazioni necessarie per poter apportare eventuali modifiche in corso d’opera.

Un’ultima differenza riguarda i concetti di contabilità che stanno alla base delle due pratiche: da una parte la Contabilità Generale che produce le informazioni necessarie al bilancio d’esercizio, dall’altra la Contabilità Analitica che, grazie al livello di dettaglio, rappresenta un supporto in fase di chiusure periodiche gestionali./p


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