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Tema dell’articolo di oggi è l’evento digitale Officine di Fabbrica Futuro, il format realizzato da Edizioni Este per permettere ad aziende ed innovatori di raccontare e raccontarsi, ma soprattutto di condividere spunti ed esperienze sui nuovi scenari tecnologici e d’impresa.

Questo nuovo incontro ha visto i relatori impegnati su un tema molto importante, quello del futuro: non solo il futuro delle imprese manifatturiere, da sempre trainanti nello scenario aziendale italiano, ma anche delle tecnologie, del loro impiego aziendale e degli effetti sul personale.

Robotica collaborativa, AI e smart manufacturing ma soprattutto digitalizzazione: ed è proprio su quest'ultimo argomento che abbiamo deciso di dire la nostra come Gruppo.

Abbiamo chiamato a parlarne il nostro relatore Federico Rusconi, Head of Marketing and Sales del gruppo SAEP, per raccontarci dell’importanza della transizione a modelli digitali e delle criticità più comuni che si possono incontrare su questi percorsi.

Abbiamo pensato quindi, per offrire a tutti coloro che non hanno potuto partecipare direttamente all’evento, di riportarne qui un breve estratto che abbiamo realizzato per l’occasione.

Digital Transformation: Linee Guida per una transizione sostenibile

La Digital Transformation è ormai un tema sulla bocca di tutti.
Si sente parlare costantemente di Italia Digitale, di Piano nazionale per l’innovazione 2025, fondi europei per la transizione al digitale, piano di transizione: ciò che passa spesso in sordina però è quanti di questi progetti di transizione al digitale vadano effettivamente in porto.

Non esiste una stima univoca riguardo il fallimento dei progetti di trasformazione digitale: per McKinsey e PwC sarebbero circa il 70% dei progetti a non decollare; per Forbes, questa percentuale salirebbe fino all’84%. Comunque lo si guardi, questo dato non è confortante.

Ora, che il dato sia stimato a 70 oppure 84, un aspetto è comunque evidente: nelle aziende di tutto il mondo la maggior parte dei progetti di Digital Transformation non si conclude positivamente.

La posta in gioco è molto alta: come ripetiamo sempre ai nostri clienti, innovare non è una scelta. La paura di imprenditori e IT manager è assolutamente comprensibile; ci troviamo infatti a un bivio: se non innoviamo non siamo competitivi, ma se falliamo nel processo di rinnovamento saltano capra e cavoli.

La trasformazione digitale, correttamente affrontata, offre alle imprese interessanti opportunità:

  • una gestione rapida ed efficace del business, attraverso processi flessibili e automatizzati;
  • un maggior grado di efficientazione operativa, attraverso un aumento velocità e una compressione dei costi legati all’operatività;
  • un maggiore controllo dei flussi informativi, con una conseguente riduzione dei costi operativi e una migliore gestione delle informazioni;
  • una gestione migliorata delle relazioni con i clienti, attraverso soluzioni per comprendere i loro comportamenti, per raggiungere determinate nicchie di mercato e di mettersi in relazione con loro.

Ma cosa significa concretamente trasformazione digitale?

Trasformazione digitale non significa dotarsi degli ultimi ritrovati tecnologici: significa fare quello si fa già, ma meglio e con strumenti più efficaci. Significa adottare mentalità flessibili e più adatte alla nostra contemporaneità, dove la velocità di reazione rappresenta una necessità fondamentale per tutte le imprese a mercato.

La nozione per cui la Digital Transformation consisterebbe nell'implementare gli ultimi ritrovati tecnologici è una delle idee più nocive che chi si occupa di innovazione cerca di combattere da tempo.

Le tecnologie non sono altro che strumenti: oggi ne abbiamo a disposizione alcuni, domani altri saranno disponibili. È la strategia, la prospettiva con cui si approccia e si integrano queste tecnologie nella propria organizzazione che fa tutta la differenza nel guardare al business e creare, intorno alla propria struttura organizzativa un vero ecosistema digitale.

La Digital Transformation è quindi un approccio che integra la tecnologia e i modelli della digitalizzazione in tutte le aree del business, per migliorare l’operatività delle aziende e per offrire ai clienti un'esperienza migliore.

Quali sono i motivi principali di fallimento dei processi di trasformazione digitale?

I fallimenti dei progetti di transizione digitale sono spesso caratterizzati da una combinazione di questi fattori:

  • riluttanza al cambiamento;
  • mancanza di una visione d’insieme;
  • scarsa consapevolezza di ‘dove siamo e dove siamo diretti’;
  • scarsa chiarezza degli obiettivi;
  • mancanza di un senso di urgenza.

Tutti questi fattori hanno in un certo senso a che fare con la cultura delle persone: per questo motivo, la gestione di questi aspetti deve essere affidata a leader preparati e inclini al cambiamento, con una mentalità cioè che accetti e abbracci il cambiamento come una costante di questi tempi.

Questa mentalità prona al cambiamento a cui facciamo riferimento deve infatti essere condivisa a tutti i livelli aziendali: senza il coinvolgimento di tutti, il processo di transizione non sarà mai completato efficacemente ne funzionale a una vera trasformazione dei modelli organizzativi dell’azienda. Viene quindi a crearsi l’esigenza di adozione di un mindset specifico per affrontare l’innovazione e l’evoluzione delle organizzazioni.

Questa sfida comporta, per il management, un cambio di marcia del tutto nuovo, assimilabile alla transizione da fotografia a cinema: da una gestione statica intervallata da momenti di cambiamento, alla gestione di un sistema in perenne mutamento.

Per beneficiare dei vantaggi della Digital Transformation non è sufficiente l’introduzione di nuove tecnologie a sostegno dei processi aziendali: è invece necessario ripensarli in una prospettiva di efficienza ed efficacia.

Tra i le cause più comuni dei fallimenti dei progetti di trasformazione digitale annoveriamo anche:

  • mancanza di una strategia chiaramente definita;
  • tempi troppo lunghi e assenza di continuità d’intervento;
  • mancanza di un approccio unificato alla trasformazione digitale.

Senza una strategia condivisa dai vertici alla base, una chiara pianificazione degli step necessari e delle parti coinvolte, una roadmap precisa a cui attenersi, un progetto di trasformazione digitale mancherebbe dei presupposti più importanti per essere completato efficacemente.

Digital Transformation: qualche consiglio per impostare al meglio il progetto

Quando si parla di Trasformazione Digitale, è importante tenere a mente che non si tratta solamente di scegliere la tecnologia di cui vogliamo dotarci e implementarla in azienda. Un approccio Digital dovrebbe riguardare molti aspetti dell’organizzazione e non solamente a quelli tecnologici.

La trasformazione digitale deve essere intesa come un processo di cambiamento continuo, che dovrebbe essere insito nel modo di fare business dell’impresa. Richiede investimenti significativi in competenze, infrastrutture e spesso nell’aggiornamento dei sistemi IT dell’impresa. Richiede la giusta combinazione di macchine, persone e processi di business, con tutta la confusione che potrebbe comportare una riorganizzazione di tale complessità. Richiede anche un monitoraggio continuo e il controllo che i leader, digitali e non, dell’impresa stiano prendendo valide decisioni circa la trasformazione in atto.

Come anticipato precedentemente, è importante non perdere di vista il fatto che le persone restano il cuore pulsante di ogni business: pertanto, la comprensione delle dinamiche psicologiche alla base dei comportamenti delle risorse aziendali è un fattore critico per il successo della transizione al digitale. In questo senso, i manager aziendali ricoprono un ruolo fondamentale: le capacità di leading e di ispirare i collaboratori rappresentano per i dipendenti un’ancora di salvezza in un mare di incertezza.

Ricapitolando, per organizzare un processo di Trasformazione Digitale è importante assicurarsi di:
- progettare e pianificare una strategia chiara;
- stabilire gli obiettivi e i KPI di riferimento;
- intendere la trasformazione digitale come un processo di cambiamento costante, non un intervento spot;
- coinvolgere i Key Users: l'innovazione digitale riguarda anche (e soprattutto) le persone e la loro cultura;
- investire non solo negli strumenti ma anche nelle competenze.

Conclusioni

Come dovrebbe ormai essere chiaro, la trasformazione digitale riguarda oltre alla tecnologia le persone e la loro cultura. Eppure quando se ne sente parlare, persone e cultura spesso vengono trascurate. Negli ambienti dove l’allineamento del personale non è sentito come una necessità, il coinvolgimento dei dipendenti diminuisce, il supporto alla gestione potrebbe risultare inadeguato e potrebbe mancare un senso di responsabilità nei Key Users coinvolti.

Assicurare l’adozione di una cultura digitale significa anche avere persone meno resistenti al cambiamento. Minore resistenza vuol dire maggiore velocità nell’abbracciare il cambiamento, con tutti i benefici per l’azienda, che si ritroverà a agevolata nella transizione a nuove strutture organizzative.

Uno dei fulcri di questo cambiamento deve essere senza dubbio il reparto IT. Da sempre più inclini alla ‘destrezza informatica’ (Digital Dexterity Thinking), essi devono diventare gli sponsor principali di questo cambiamento: se è vero che dall’IT dovrebbe partire questa rivoluzione interna, da qui deve poi contagiare tutti i reparti. Per questo, i tecnici hanno un ruolo piuttosto importante nel coinvolgimento dei propri colleghi nel percorso di transizione digitale.

Un altro punto fondamentale riguarda l’importanza della leadership. Nonostante la folle velocità a cui corre la tecnologia, oggi le intelligenze artificiali non riescono a simulare molti dei comportamenti umani fondamentali per il business, come la comprensione, l’empatia e la persuasione. A prescindere dalla transizione digitale, è bene ricordare che il business resterà sempre un fatto umano: servono quindi leader capaci, in grado di navigare le acque dell’incertezza adattandosi ad un mare sempre mosso.

Molti restano i fattori, come la situazione economica o la desiderabilità dei prodotti venduti e dei servizi offerti, che possono influenzare la fattibilità di un processo di transizione digitale. Gli imprenditori non devono guardare alla Trasformazione Digitale come a un’ancora di salvezza per i propri business in declino: questo potrebbe rappresentare, oltre che a un grave errore di valutazione anche un rischio per i conti dell’impresa, che potrebbe ritrovarsi nel bel mezzo di un percorso di digitalizzazione costoso e inefficace.

Ci teniamo a chiudere l’articolo con un inciso molto bello, preso in prestito dai ragazzi di Edizioni Este che hanno saputo sintetizzare molto bene questo discorso: il futuro non è materia di previsione ma di progetto./p


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