Iperammortamento 2026: come funziona, vantaggi fiscali e il caso dei software ERP

Scritto da: Redazione SAEP


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L’iperammortamento 2026 è un’agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) pensata per incentivare gli investimenti delle imprese in beni strumentali e tecnologie digitali. Il meccanismo consente di aumentare fiscalmente il valore di ammortamento dei beni acquistati, riducendo così le imposte sui redditi nel corso degli anni.

A differenza dei precedenti incentivi basati su crediti d’imposta, questa misura opera come una deduzione maggiorata, che produce benefici proporzionali agli utili dell’impresa.

Le percentuali di maggiorazione variano in base all’importo dell’investimento e possono arrivare fino al +180% per la fascia più bassa, rendendo particolarmente interessanti anche gli investimenti in software ERP.

L’agevolazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con alcune condizioni da verificare caso per caso, anche in base alla data di avvio dell’investimento e alle modalità di acquisizione del bene.

Le domande sono presentabili a partire da giugno 2026.

Che cos’è l’iperammortamento 2026 e in cosa si differenzia dagli altri incentivi

Quando si parla di iperammortamento 2026, è naturale collegarlo ai precedenti strumenti di incentivo agli investimenti digitali, come i piani legati all’Industria 4.0. Il principio di fondo, infatti, resta simile: favorire gli investimenti in tecnologie attraverso un vantaggio fiscale.

La differenza principale riguarda il meccanismo di funzionamento.
L’iperammortamento opera come una maggiorazione della base ammortizzabile, cioè aumenta fiscalmente il valore del bene su cui calcolare le quote di ammortamento. Questo comporta una riduzione del reddito imponibile negli anni e, di conseguenza, un risparmio sulle imposte.

Al contrario, altri strumenti utilizzati in passato si basavano su logiche diverse, come il riconoscimento diretto di un credito fiscale. Nel caso dell’iperammortamento, invece, il beneficio:

  • si distribuisce nel tempo
  • dipende dalla capacità dell’azienda di generare reddito
  • si integra nel normale processo di ammortamento del bene

Per questo motivo, la misura risulta particolarmente interessante per imprese con marginalità stabile, mentre richiede una valutazione più attenta in presenza di utili ridotti o discontinui. In linea generale, è sconsigliata a chi ha investimenti di entità relativamente limitata (indicativamente inferiore ai 50.000 euro).

Dal punto di vista operativo, l’accesso all’agevolazione prevede una procedura strutturata, che include comunicazioni preventive e successive agli enti competenti. Questo rende importante pianificare correttamente l’investimento fin dalle fasi iniziali, coinvolgendo fornitori e consulenti.

Per quanto riguarda i beni agevolabili, la misura si applica sia a beni materiali sia a beni immateriali come software e sistemi gestionali, a condizione che rispettino i requisiti tecnici previsti e siano integrati nei processi aziendali.

Come funziona l’iperammortamento 2026: il meccanismo della deduzione maggiorata

Il principio della maggiorazione fiscale

Il funzionamento dell’iperammortamento si basa su un meccanismo esclusivamente fiscale.
Il bene acquistato viene iscritto in bilancio al costo reale, senza alcuna modifica dal punto di vista civilistico.

Ciò che cambia è il valore su cui vengono calcolate le quote di ammortamento ai fini fiscali.
La normativa consente infatti di maggiorare questo valore, aumentando la quota deducibile ogni anno.

In pratica:

  • il costo del bene resta invariato in contabilità
  • la base ammortizzabile fiscale viene aumentata di una percentuale
  • la differenza genera un risparmio fiscale distribuito nel tempo

Ad esempio, con una maggiorazione del +180%:

  • un bene da 100.000 euro
  • diventa fiscalmente ammortizzabile per 280.000 euro

Questo maggior valore si traduce in deduzioni più elevate lungo tutto il periodo di ammortamento.

Come si calcola il beneficio

Il vantaggio economico dell’iperammortamento deriva dalla differenza tra:

  • ammortamento “ordinario”
  • ammortamento “maggiorato”

Applicando l’aliquota IRES (attualmente 24%), questa differenza si traduce in una riduzione concreta delle imposte dovute negli anni.

È importante sottolineare che:

  • il beneficio non è immediato
  • ma si realizza progressivamente
  • ed è pienamente sfruttabile solo in presenza di reddito imponibile positivo

Percentuali di maggiorazione: come funzionano davvero

Le percentuali di maggiorazione non dipendono dalla tipologia di bene, ma dall’importo dell’investimento:

  • +180% → fino a 2,5 milioni di euro
  • +100% → da 2,5 a 10 milioni di euro
  • +50% → da 10 a 20 milioni di euro

Questo significa che anche i software gestionali, se rispettano i requisiti previsti, rientrano negli stessi scaglioni dei beni materiali.

Le soglie vanno valutate in relazione agli investimenti effettuati nel periodo di riferimento, secondo le modalità previste dalla normativa.

Un aspetto da considerare per il software

Nel caso dei software gestionali (ERP inclusi), l’accesso all’agevolazione richiede alcune attenzioni specifiche.

In linea generale:

  • il software deve essere riconducibile a un investimento in tecnologie aziendali
  • deve essere integrato nei processi aziendali
  • e deve rispettare le condizioni tecniche previste dalla normativa

Sono invece esclusi, in base alle indicazioni disponibili, i software fruiti esclusivamente come servizio in abbonamento (modalità SaaS), che non generano ammortamento.

Scaglioni di maggiorazione: come leggere correttamente le percentuali

Le percentuali di maggiorazione dell’iperammortamento sono definite per fasce di investimento e seguono una logica progressiva:

  • +180% per la quota fino a 2,5 milioni di euro
  • +100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni
  • +50% per la quota compresa tra 10 e 20 milioni

È importante comprendere che queste percentuali si applicano per scaglioni, in modo simile a quanto avviene con le aliquote fiscali.

Esempio pratico

Per un investimento complessivo di 3 milioni di euro:

  • i primi 2,5 milioni beneficiano del +180%
  • i restanti 500.000 euro del +100%

Questo aspetto è fondamentale per stimare correttamente il beneficio fiscale e pianificare gli investimenti. Vale per tutti i beni agevolabili (non solo software).

Gli scaglioni si applicano a tutti i beni che rientrano nell’agevolazione:

  • macchinari e impianti 4.0
  • software gestionali e sistemi digitali
  • altri beni strumentali ammissibili

Non esistono quindi percentuali diverse per tipologia di bene: ciò che cambia è l’importo dell’investimento.

Come usare questa informazione per pianificare

La struttura a scaglioni rende il beneficio particolarmente interessante per investimenti entro la prima fascia, dove la maggiorazione è più elevata.

Nel caso di progetti più ampi o distribuiti nel tempo, può essere utile valutare con il proprio consulente di finanza agevolata:

  • come articolare gli investimenti
  • quali tempistiche adottare
  • come ottimizzare l’utilizzo dell’agevolazione

Ogni decisione, però, va sempre presa considerando il contesto specifico dell’impresa e non solo il beneficio fiscale.

Quali beni sono ammissibili all’iperammortamento 2026

L’iperammortamento 2026 si applica a una serie di beni strumentali utilizzati nell’attività d’impresa, con particolare attenzione alle tecnologie legate alla digitalizzazione e all’innovazione dei processi.

In linea generale, rientrano nell’agevolazione:

  • macchinari e impianti 4.0
  • software e sistemi gestionali
  • soluzioni digitali utilizzate nei processi aziendali

L’agevolazione si applica anche ai beni:

  • acquistati direttamente
  • acquisiti tramite leasing
  • Rientrano anche gli investimenti avviati nel 2025, purché la consegna del bene avvenga nel 2026

Per i macchinari NON è richiesto l’efficientamento dei consumi energetici, come avveniva per i piani Industria 5.0.

È necessario verificare che il bene soddisfi i requisiti previsti e che l’investimento sia correttamente documentato.

Il caso dei software gestionali ERP

Per quanto riguarda i software, l’agevolazione può interessare anche ERP, piattaforme gestionali e sistemi digitali utilizzati dall’impresa.

In questo ambito, il criterio generale è che il software:

  • sia utilizzato in modo strutturale nei processi aziendali
  • contribuisca all’organizzazione, integrazione o gestione delle attività
  • sia parte integrante del sistema informativo dell’impresa

In pratica, si tratta di soluzioni che supportano:

  • gestione operativa
  • controllo dei processi
  • integrazione tra diverse funzioni aziendali

È però sempre necessario verificare caso per caso l’ammissibilità, anche in funzione delle modalità di utilizzo e implementazione del software.

Un requisito importante: integrazione e interconnessione

Per accedere all’agevolazione, i beni devono essere integrati nel sistema aziendale e in grado di interagire con altri strumenti o processi.

Nel caso dei software gestionali, questo significa che:

  • devono essere inseriti nel flusso operativo dell’impresa
  • devono dialogare con altri sistemi o supportare processi aziendali concreti
  • non possono essere strumenti isolati o utilizzati in modo marginale

Questo requisito è analogo a quanto già previsto nei precedenti incentivi legati all’Industria 4.0 e rappresenta un elemento centrale nella valutazione dell’investimento

Cosa è escluso dall’iperammortamento

Non tutti i software possono beneficiare dell’iperammortamento.

In particolare, sulla base delle indicazioni disponibili:

  • sono esclusi i software fruiti esclusivamente in modalità cloud/SaaS con canone ricorrente, che non generano un ammortamento del bene

Questo aspetto va valutato attentamente nella scelta del modello di acquisto.

Come accedere all’iperammortamento 2026

Il Decreto Attuativo firmato il 4 maggio 2026 dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), definisce le regole operative per accedere al nuovo iperammortamento, L’accesso prevede una procedura strutturata, che richiede attenzione fin dalle fasi iniziali dell’investimento.

È quindi fondamentale pianificare correttamente il progetto, coinvolgendo fin da subito:

  • il fornitore del bene o del software
  • il consulente fiscale
  • eventuali tecnici per le verifiche di conformità

Le fasi principali della procedura

Sulla base delle indicazioni disponibili, il processo si articola in più passaggi:

Comunicazione preliminare

Prima o contestualmente all’avvio dell’investimento, è prevista una comunicazione iniziale all’ente gestore (GSE), che contiene le informazioni principali sul progetto.

Questa fase serve a segnalare l’intenzione di accedere all’agevolazione e avviare l’iter.

Conferma dell’investimento

Successivamente, è necessario:

  • procedere con l’ordine o l’acquisto del bene
  • versare un acconto del 20% al fornitore

Queste informazioni vengono comunicate nuovamente nell’ambito della procedura.

Completamento e rendicontazione

Una volta concluso l’investimento, è necessario:

  • completare l’installazione e l’eventuale interconnessione
  • raccogliere la documentazione tecnica
  • effettuare la rendicontazione finale al GSE

Documentazione richiesta

Per accedere all’agevolazione è generalmente necessario predisporre:

  • una perizia tecnica sul bene
  • una certificazione contabile
  • la documentazione relativa all’investimento e al suo utilizzo

Ogni anno, per tutto il periodo di ammortamento, far seguire due ulteriori comunicazioni che descrivano l’utilizzo dell’ammortamento maggiorato.

Un aspetto fondamentale: pianificazione

Uno degli elementi più importanti dell’iperammortamento 2026 è la necessità di organizzare correttamente il processo.

Errori nelle tempistiche o nella documentazione possono infatti compromettere l’accesso al beneficio.

Per questo motivo è consigliabile:

  • verificare i requisiti prima dell’acquisto
  • coordinare le attività tra fornitore, consulente e azienda
  • monitorare con attenzione ogni fase della procedura

Accedere all’iperammortamento richiede un gioco di squadra dei professionisti coinvolti (perito, commercialista, consulente pratiche GSE) che suggerisce un'attenta valutazione preliminare dei costi/benefici.

Esempi pratici: come si calcola il beneficio dell'iperammortamento per un ERP

Per comprendere l’impatto dell’iperammortamento, è utile vedere un esempio concreto applicato a un investimento in un software gestionale.

Caso 1 – Investimento ERP da 60.000 euro

Un’azienda investe in un sistema ERP per un valore di 60.000 euro, che soddisfa i requisiti richiesti.

Con la maggiorazione del +180%:

  • costo reale: 60.000 euro
  • base ammortizzabile fiscale: 168.000 euro

La differenza tra ammortamento ordinario e ammortamento maggiorato genera un beneficio fiscale distribuito negli anni.

Applicando un’aliquota IRES del 24%, il vantaggio complessivo può arrivare fino a circa:

  • 25.920 euro di beneficio aggiuntivo

Questo è il vero valore da considerare: la differenza rispetto alla deduzione ordinaria.

Cosa significa in pratica

L’iperammortamento:

  • non riduce direttamente il prezzo del software
  • non genera un rimborso immediato

ma consente di:

  • ridurre progressivamente le imposte
  • nel corso del piano di ammortamento

Il beneficio effettivo dipende da diversi fattori:

  • livello di redditività dell’impresa
  • durata dell’ammortamento
  • capienza fiscale negli anni

Per questo motivo, è più corretto parlare di potenziale risparmio fiscale, e non di riduzione diretta del costo.

Caso 2 – Investimento da 200.000 euro

Su un investimento più ampio, ad esempio:

  • 200.000 euro → base fiscale: 560.000 euro

Anche in questo caso, il vantaggio effettivo è rappresentato dalla differenza tra deduzione ordinaria e deduzione maggiorata che può tradursi, nel tempo, in una significativa riduzione del carico fiscale complessivo.

Un concetto chiave da tenere a mente

In molti casi si sente parlare di un recupero fiscale pari a circa il 43% del costo del bene.

Questo valore rappresenta una stima teorica massima, calcolata applicando l’aliquota fiscale alla maggiorazione.

Nella pratica, però:

  • il beneficio si distribuisce negli anni
  • dipende dall’andamento economico dell’impresa
  • va sempre valutato in modo puntuale con il proprio consulente

Cumulabilità iperammortamento 2026 con altri incentivi

L’iperammortamento 2026 può, infatti, essere combinato con altri strumenti di agevolazione, nel rispetto delle condizioni previste per ciascuna misura.

L'agevolazione si calcola obbligatoriamente al netto degli altri contributi ricevuti.

Per esempio, se il bene costa 100.000 euro e ho un altro contributo che mi dà 10.000 euro, potrò applicare l’ammortamento sui 90.000 che restano.

In alcuni casi, può essere possibile affiancare l’iperammortamento ad altri strumenti, ad esempio per il finanziamento dell’investimento o il supporto alla liquidità.

Tuttavia, ogni combinazione va valutata attentamente con il proprio consulente fiscale, considerando:

  • la natura delle diverse agevolazioni
  • eventuali limiti di cumulabilità
  • il trattamento fiscale complessivo

Domande frequenti Iperammortamento 2026

Cos’è l’iperammortamento 2026 e come funziona?

L’iperammortamento è un’agevolazione fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) che consente di aumentare il valore fiscalmente ammortizzabile dei beni acquistati, generando un risparmio sulle imposte distribuito nel tempo.

L’iperammortamento 2026 si applica anche ai software ERP?

In linea generale, può applicarsi anche ai software ERP, purché rispettino i requisiti tecnici previsti e siano integrati nei processi aziendali. È sempre necessaria una valutazione caso per caso.

Quali imprese traggono più vantaggio dall’iperammortamento?

L’agevolazione è particolarmente vantaggiosa per aziende con utili stabili, in quanto il beneficio fiscale si realizza attraverso la riduzione del reddito imponibile nel tempo.

L’iperammortamento è cumulabile con altri incentivi?

Sì, ma il beneficio si calcola al netto di eventuali altri contributi e deve essere valutato in base alle regole di cumulabilità previste.

Conviene sempre utilizzare l’iperammortamento?

Non necessariamente: la convenienza dipende da fattori come redditività, importo dell’investimento e capacità di sfruttare le deduzioni fiscali nel tempo.

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