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Distinguere tra Software ERP in Cloud oppure On-Premise è un tema che supera la questione sul "dove risiedono i dati". È una decisione che partecipa a modellare i processi aziendali e la capacità di un’impresa di scalare. Scegliere l'infrastruttura del proprio gestionale significa bilanciare due variabili critiche: il controllo granulare delle risorse e la velocità di innovazione.
Analizziamo di seguito i driver fondamentali (economici, tecnici e strategici) per aiutare le aziende a capire quale sia la configurazione più adatta ai propri obiettivi di business.
Il dibattito tra software ERP in locale oppure da remoto si è evoluto nel tempo, arricchendosi di aspetti che inclundo le differenze da un punto di vista dei modelli di business.
L'approccio On-Premise permette il controllo totale sull’ERP. Il software viene installato localmente, spesso attraverso una licenza perpetua. In questo scenario, l'azienda è responsabile dell'intero stack tecnologico, dall'hardware ai sistemi di raffreddamento, dai backup alla cybersicurezza perimetrale.
È una scelta dettata spesso da requisiti di conformità stringenti o dalla necessità di gestire flussi di dati massivi con latenze prossime allo zero, tipici di alcuni settori manifatturieri intensivi. Tuttavia, la proprietà implica un onere manutentivo che trasforma il reparto IT in un gestore di infrastruttura piuttosto che in un abilitatore di processi.
L’ERP Cloud non è un bene da possedere, ma un servizio a cui accedere. La manutenzione, gli aggiornamenti di sicurezza e l'evoluzione tecnologica sono delegati al fornitore.
Questo modello permette alle aziende di svincolarsi dalle complessità hardware per concentrarsi esclusivamente sull'ottimizzazione dei processi. L'ERP diventa un sistema che evolve in base alle esigenze stagionali o ai piani di espansione, garantendo una continuità operativa che prescinde dai limiti fisici della sede aziendale.
La valutazione finanziaria è il punto in cui spesso le aziende commettono errori di prospettiva, limitandosi a confrontare il prezzo della licenza con il canone mensile.
Quando si valuta un ERP in cloud rispetto a una soluzione on‑premise, la prima grande riflessione riguarda il modo in cui l’azienda sostiene i costi IT. Non è solo una questione contabile, ma una leva strategica che influenza agilità, rischio e capacità di innovare. Nel modello on‑premise, l’acquisto di server, storage, licenze perpetue e infrastrutture rientra nelle spese CAPEX (Capital Expenditure): investimenti iniziali che vengono ammortizzati negli anni. È un approccio che richiede pianificazione a lungo termine e un impegno economico anticipato, spesso difficile da sostenere per realtà in crescita o per chi non può permettersi immobilizzazioni elevate.
Il cloud ribalta questa logica. I costi diventano OPEX (Operating Expenditure): canoni ricorrenti, pagati in base al consumo effettivo. Non ci sono massici investimenti inziali e l’intero esborso si riflette nell’anno in cui viene sostenuto. Si può quindi scalare verso l’alto quando la domanda cresce o ridurre le risorse nei momenti di bassa attività, pagando sempre e solo ciò che si usa. È un modello vantaggioso per molte PMI, che accedono così a tecnologie enterprise senza immobilizzare capitali e senza dover prevedere ogni dettaglio della crescita futura.
La natura variabile dei costi, però, richiede maturità nella gestione. Senza un controllo attento del consumo (FinOps), la flessibilità può trasformarsi in incertezza e in costi non previsti. Il cloud offre strumenti avanzati per monitorare e prevedere la spesa, ma serve un approccio proattivo, fatto di ottimizzazioni continue e scelte architetturali consapevoli.
A livello strategico, il passaggio da CAPEX a OPEX riduce significativamente il rischio tecnologico: non ci si lega a un’infrastruttura che potrebbe diventare rapidamente obsoleta e la responsabilità della manutenzione passa ai provider, che garantiscono aggiornamenti, sicurezza e continuità del servizio.
In definitiva, scegliere tra CAPEX e OPEX significa scegliere tra stabilità e flessibilità, tra investimento patrimoniale e agilità operativa. Non esiste una risposta universale e occorre essere consapevoli che scegliere un modello finanziario è parte integrante della strategia digitale complessiva.
Un'analisi corretta del Total Cost of Ownership (TCO) deve includere anche i costi indiretti dell'On-Premise:
Anche nel modello Cloud esistono costi indiretti che incidono sul TCO complessivo.
Nel modello Cloud, il valore aggiunto risiede nella scalabilità, ma richiede disciplina di gestione per evitare inefficienze.
Nel dibattito sulla sicurezza dei dati ERP, il confronto tra Cloud e On-Premise è spesso viziato da un pregiudizio: l'idea che la vicinanza fisica del server equivalga a una maggiore protezione. I fatti però ci dicono che la sicurezza non è un luogo, ma un processo costante e tecnologicamente avanzato.
L'approccio On-Premise garantisce la sovranità assoluta dei dati, un requisito fondamentale per alcuni settori regolamentati. Tuttavia, sposta l'intero onere della difesa perimetrale sull'azienda. Proteggere un data center locale dalle moderne minacce di cyber richiede investimenti in firewall di ultima generazione, sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS) e, soprattutto, personale esperto disponibile 24/7. In questo modello, il "punto di rottura" è spesso l'errore umano o il ritardo nell'applicazione di una patch critica.
Affidarsi a un ERP in Cloud significa elevare i propri standard di sicurezza a quelli dei grandi player infrastrutturali. I fornitori di classe Enterprise operano secondo protocolli (come SOC 2 e ISO 27001) che prevedono la crittografia dei dati sia a riposo che in transito, backup geodistribuiti e sistemi di Disaster Recovery pronti a intervenire in millisecondi. La sicurezza diventa quindi un servizio incluso.
Un ERP moderno non può essere un silos isolato. Deve agire come il sistema nervoso centrale di un organismo digitale complesso, capace di comunicare con piattaforme esterne e di adattarsi a cambiamenti repentini di volume.
Mentre i sistemi On-Premise lottano spesso con architetture legacy difficili da integrare con il mondo esterno, l'ERP in Cloud nasce per l'interconnessione. Grazie ad architetture API, il gestionale può dialogare in modo fluido piattaforme di E-commerce, sistemi di terze parti specializzati in alcuni processi industriali oppure operativi, sistemi di analisi predittiva e di business intelligence e molto altro.
La scelta tra Cloud e On-Premise non è necessariamente binaria. Molte organizzazioni complesse stanno adottando il modello di ERP Ibrido, una configurazione che cerca di capitalizzare i punti di forza di entrambi i mondi.
L’approccio ibrido permette di mantenere i carichi di lavoro critici o a bassa latenza (come il controllo della produzione in tempo reale o l'automazione di magazzino) su server locali (Edge Computing), mentre le funzioni analitiche, finanziarie e di collaborazione vengono spostate su un'infrastruttura cloud. Questo garantisce che, anche in caso di instabilità della rete, la linea di produzione non subisca interruzioni, pur mantenendo l'azienda connessa a un cuore digitale flessibile e aggiornato.
L'ERP Ibrido è spesso la risposta pragmatica ai limiti dei sistemi legacy. Invece di una migrazione "big bang", potenzialmente rischiosa, le aziende possono migrare i processi un modulo alla volta. È la strategia ideale per le imprese che hanno investito pesantemente in personalizzazioni On-Premise negli anni passati e necessitano di proteggere quegli investimenti mentre si aprono ai vantaggi del Cloud.
Affrontare la migrazione ERP cloud richiede metodo e una prospettiva strategica. L’errore più comune è il semplice spostamento dell’architettura esistente sul Cloud senza ottimizzazioni. Una migrazione efficace deve essere preceduta da un'attività di data cleaning e da una revisione dei processi. È l'occasione per eliminare le ridondanze accumulate negli anni e adottare le best practice native delle piattaforme moderne.
Il successo della migrazione non si misura poi in byte trasferiti, ma nel tasso di adozione degli utenti. Spesso il cloud introduce nuove interfacce e nuove logiche di collaborazione che richiedono di accompagnare il personale con formazione specifica e gestione del cambiamento (Change Management). Non vai mai sottovalutata la paura del nuovo e l’impatto che può avere nel successo di un progetto di migrazione.
Abbiamo visto che confrontare Software ERP in Cloud e On-Premise non significa decidere se i dati devono risiedere in un server nel seminterrato o in un data center a chilometri di distanza. Il tema è strategico e orientato al business, cercando di definire quale grado di agilità l’azienda è pronta ad abbracciare.
Scegliere il modello on-premise significa puntare sulla stabilità e sul controllo assoluto. È una scelta adatta a chi gestisce processi industriali dove ogni microsecondo di latenza conta o dove i vincoli normativi rendono la sovranità fisica del dato un requisito non negoziabile. Naturalmente, è importante essere consapevoli degli oneri finanziari e gestionali che ne conseguono.
Dall'altra parte, il cloud rappresenta l'opportunità di trasformare l'IT da centro di costo a motore di Digital Transformation. Si creano quindi le condizioni per cui il team debba smettere di preoccuparsi di aggiornamenti e patch per iniziare a occuparsi di come i dati possano generare nuovo business. In questo caso, però, è bene ricordare che servono competenze specifiche per ottenere il massimo dai propri dati.
Non esiste quindi una soluzione universale, ma esiste la soluzione adeguata a una traiettoria di crescita e alle competenze a disposizione. Prima di decidere, chiediti non solo quanto ti costi oggi mantenere la tua scelta, ma quanto ti costerebbe, tra tre anni, scoprire che è diventata il limite alla crescita della tua azienda./p
La differenza fondamentale riguarda dove risiede l’infrastruttura: l’ERP Cloud è ospitato su server del fornitore accessibile via Internet, mentre l’ERP On‑Premise è installato su server interni all’azienda, che ne mantiene gestione, aggiornamenti e sicurezza. I sistemi cloud offrono maggiore flessibilità e minori costi iniziali, mentre quelli on‑premise privilegiano il controllo totale su dati e infrastruttura.
Il Cloud segue un modello OPEX basato su abbonamento, con costi scalabili e senza investimenti hardware iniziali. L’On‑Premise richiede invece un investimento CAPEX significativo per server, licenze e manutenzione. Tuttavia, nel lungo periodo l’on‑premise può diventare più economico, mentre il cloud richiede una gestione attenta per evitare consumi non controllati.
Entrambi i modelli possono essere sicuri, ma in modi diversi. L’On‑Premise garantisce completa sovranità dei dati, mentre il Cloud sfrutta protocolli avanzati, aggiornamenti automatici e standard di sicurezza enterprise (ISO, SOC 2).
Sì, molti ERP sono progettati per permettere questa transizione. Tuttavia, la facilità della migrazione dipende dall'architettura del software scelto inizialmente. È fondamentale scegliere un partner tecnologico che garantisca la portabilità dei dati e delle personalizzazioni, evitando il fenomeno del "lock-in" tecnologico.