Si sente sempre più spesso parlare di Supply Chain Integrata, ma di cosa si tratta esattamente? Con l'articolo del giorno cerchiamo di fare chiarezza sulle sue origini e sui vantaggi che comporta rispetto a una catena di approvvigionamento tradizionale.
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La Supply Chain è un tema per nulla nuovo, ma a cui ultimamente si presta sempre più attenzione. Per i non addetti ai lavori, con Supply Chain si intende generalmente la catena di approvvigionamento e distribuzione di una azienda o di uno specifico prodotto.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento Supply Chain però, dobbiamo cominciare a raccontare della logistica, storica antesignana delle moderne catene di approvvigionamento.

Che cos’è la logistica? Origini e storia

Con il termine Logistica ci si riferisce alla pianificazione, esecuzione e controllo dei prodotti che partono dallo stabilimento di produzione di un’azienda e arrivano al cliente. Ognuna delle fasi che compongono la logistica si può suddividere in un ampio numero di processi eterogenei, come ad esempio:

- la gestione dei trasporti;
- l’organizzazione degli ordini;
- lo stoccaggio dei beni e delle merci;
- le previsioni della domanda e dell’offerta;
- la gestione delle scorte di prodotto.

Il termine deriva dal greco λογῐστῐκός (logistikos) e rimanda all’arte del computare, utilizzata dai pitagorici per indicare le operazioni elementari sui numeri interi. Nell’antica Roma, il logista era già un’istituzione, rappresentando il responsabile degli approvvigionamenti in ambito militare.

Ed è proprio in ambito militare che il concetto di logistica è stato storicamente impiegato, per indicare l’efficientamento e l’organizzazione dell’apparato bellico, con particolare riguardo delle fasi di trasporto e distribuzione di viveri, dei materiali necessari e delle munizioni. Al termine del Secondo Conflitto Mondiale il concetto di logistica venne esteso anche al settore economico-industriale, ad indicare l’organizzazione dei magazzini e dei trasporti relativamente alla distribuzione dei prodotti.

Con la Quarta Rivoluzione Industriale (anche detta Industry 4.0) le aziende hanno potuto rivedere i propri modelli di business grazie al supporto dei dati: automatizzando i processi, offrendo servizi migliori ai propri clienti, risparmiando tempo e denaro ma sopratutto, ottimizzando la propria logistica.

Che cos'è la Supply Chain?

Oggi, i rapporti e i processi che sottendono alla realizzazione dei prodotti sono molto più complessi anche solo di venti anni fa. Per realizzare un prodotto e spedirlo al domicilio del cliente, le imprese devono interagire con una moltitudine di attori, sia interni che esterni all’azienda, per poter assicurare il raggiungimento dei risultati.

La catena di fasi che porta dall'acquisto della materia prima alla vendita del bene viene continuamente influenzata dalla distribuzione, non solo nelle fasi iniziali e finali: è negli ambiti aziendali infatti che da logistica si è cominciato a parlare di catena di approvvigionamento o Supply Chain. Il termine rende bene l'aspetto di interconnessione che unisce ognuna di queste fasi, per nulla slegate tra loro: con Supply Chain dunque ci riferiamo al flusso completo di un prodotto dall'acquisto della materia prima fino alla vendita, che comprende tutti i passaggi e le interazioni che lo riguardano.

Dalla logistica alla Supply Chain Integrata

Attraverso l’integrazione dei sistemi informativi e la loro efficace implementazione nei processi aziendali è possibile analizzare, prevedere ed intercettare in modo più efficiente la domanda dei consumatori e le vendite dei prodotti. È per questo che oggi si parla di Supply Chain integrata: con l'ausilio dei software gestionali è possibile operare in modo interconnesso tra l'interno e l'esterno dell'azienda, interfacciando tutte le risorse coinvolte.

La gestione di queste moderne catene di approvvigionamento viene comunemente chiamata Supply Chain Management. Attraverso un approccio integrato al Supply Chain Management (e la dotazione di strumenti adeguati ed efficaci) è possibile coordinare e collegare diverse funzioni aziendali:

  • Marketing;
  • rapporti con i fornitori;
  • approvvigionamento materie;
  • gestione e stoccaggio di prodotti e materiali;
  • Produzione;
  • gestione degli ordini e delle spedizioni;
  • Logistica di ritorno;
  • gestione dei rapporti con i clienti;

Un approccio integrato alla Supply Chain parte dalla previsione della domanda e delle vendite, per pianificare poi la produzione, prevedere gli approvvigionamenti e le attività logistiche, ottimizzando gli equilibri interni di magazzino.

Per realizzare questo nuovo paradigma organizzativo sono centrali i dati a disposizione dell’azienda, la risorsa più importante di cui dispone: la valorizzazione di queste informazioni è la chiave per realizzare un Supply Chain Management integrato, che incrementi le performance aziendali attraverso l'interconnessione e una gestione più rapida e informatizzata dei processi.

Una Supply Chain perfettamente integrata comporta significativi vantaggi: dall’ottimizzazione delle risorse alla riduzione degli sprechi, fino a velocizzare la risposta da parte dell’azienda verso il cliente, vediamone insieme i principali.

Vantaggi della SCM integrata

Grazie alla SCM integrata un’azienda può:

  • accrescere la sua competitività sul mercato di riferimento grazie ad una migliore previsione della domanda, delle esigenze e dei bisogni del cliente;
  • migliorare le procedure relative agli ordini, con lo scopo di elaborare piani di consumo più attendibili e meno dispendiosi;
  • ottimizzare le risorse e gli impianti nella produzione;
  • contenere, controllare e abbattere i costi, soprattutto quelli transazionali, pianificando ad esempio l’utilizzo delle materie prime.

Conclusioni

Le Supply Chain integrate rappresentano oggi un'elemento imprescindibile per garantire le prestazioni, aumentare l'efficienza e per migliorare il livello di servizio offerto al cliente finale, riducendo al contempo i costi operativi.

Affinché la Supply Chain funzioni a pieno regime è necessario avere una visione unitaria del sistema, che garantisca la certezza delle informazioni trasmesse tra reparti: un solo dato inesatto potrebbe causare inevitabilmente errori in tutto il processo.

Per questo è fondamentale pianificare la collaborazione di tutte le risorse coinvolte: all’impresa spetta il compito di dotarsi di tutti gli strumenti informativi necessari a monitorare e gestire i flussi di informazione. Il personale invece deve diventare la parte proattiva del cambiamento, attraverso lo sviluppo di competenze adeguate a operare con i nuovi strumenti.

Ovviamente disporre di tutte le figure necessarie per attuare il processo di trasformazione digitale è spesso impossibile: dotarsi di un consulente per l'innovazione potrebbe rappresentare un'opportunità per tutte quelle aziende che non dispongono sufficienti risorse interne ma vogliono crescere e accrescere la loro competitività.

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